Jannik Sinner scrive la storia.
Una scia di vittorie che sembra infinita, 23 vittorie su 24 partite, che ha portato il giovanissimo altoatesino a conquistare i campi di tutto il mondo. A soli 22 anni Sinner ha già infranto molti record, tra i quali quello di Adriano Panatta, superandolo nella classifica ATP, scalando posizioni con trofei su trofei. Ancora è fresco il ricordo della Coppa Davis e quello degli Australian Open.
Con l’ultima vittoria agli ATP Masters 1000 di Miami, Jannik Sinner è diventato il numero 2 al mondo, dietro solo al campione assoluto Novak Djokovic. Ma se la strada è questa, anche quel posto può diventare tricolore. Infatti, sebbene la distanza tra i due tennisti sia importante, Sinner potrà superare Djokovic e diventare il primo al mondo già nelle prossime stagioni, ovviamente se le vittorie saranno accompagnate da una combinazione di eventi sfavorevole al serbo. E, ovviamente, se il peso di una carriera così importante non si faccia sentire più avanti.
Ma non sembra essere così. I nostri analisti commentano in diretta a Radio Radio Mattino – Sport & News.
Tony Damascelli è sicuro: “Sinner è un fenomeno di atleta, di ragazzo. Ha la classe della normalità, ha dei colpi meravigliosi, il suo tennis è meraviglioso. Dopo la Pellegrini e Valentino Rossi degli ultimi anni è il migliore emblema dello sport italiano“.
Una giocata in particolare ha colpito tutti. “Una palla persa l’ha trasformata in un passante di rovescio lungolinea – racconta Mario Mattioli – che è stata una cosa che io in vita mia non ho visto neanche da Federer. Se Federer avesse preso quella palla me la poteva mandare fuori, perché nessuna legge fisica permetteva di mandare quella palla dentro“.
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