Ci tengo a ribadire con forza e con convinzione la mia ferma opposizione alla guerra in Ucraina. Quando sullo scacchiere geopolitico internazionale gli eventi si susseguono con la velocità di questi ultimi anni, quelli meno recenti vengono dimenticati.
Ora tutti i riflettori sono puntati su quanto sta accadendo in Israele e in Iran e si tende a dimenticare che in Ucraina è in atto ancora un conflitto che ha dimostrato che tutto quello che i media e i principali partiti politici hanno sostenuto è palesemente falso.
È falso che l’Ucraina aveva speranze di vincere questa guerra: non le ha mai avute e non le avrà mai.
È soltanto un gioco al massacro nei confronti dei poveri ucraini, usati come carne da cannone per una guerra che segue solamente gli interessi statunitensi.
È falso che le sanzioni europee avrebbero messo in ginocchio la Russia: la Russia esce pesantemente rinforzata da questo conflitto soprattutto per quelli che sono i suoi rapporti con altre superpotenze, con la Cina e con i paesi dei BRICS.
Quindi tutto quello che è stato detto per giustificare il supporto dell’Unione Europea a questa guerra è risultato essere una grande menzogna. Una menzogna pericolosissima perché ci ha resi cobelligeranti in un conflitto contro il nostro principale e insostituibile fornitore di energia.
Ci sono costi enormi che sta pagando l’Unione Europea, le imprese, le aziende ed i cittadini dell’Unione Europea. Abbiamo una guerra alle porte dell’Unione Europea, un fatto di una pericolosità inaudita e siamo prossimi ad una possibile escalation. Abbiamo sentito le parole ferme del Presidente russo Putin.
Dobbiamo quindi ribadire che siamo contrari a questa guerra, non solo perché siamo ovviamente per la pace ma perché questo conflitto serve soltanto agli Stati Uniti per i propri interessi. È una guerra che gli americani non hanno voluto combattere direttamente e hanno indotto Putin fin da lontano 2014 a fare questo gesto estremo.
Gli USA insieme alla Nato sono gli unici responsabili di quello che Putin è stato costretto a fare. Putin si è sentito accerchiato, non avendo altra scelta e avendo l’Occidente chiuso qualsiasi trattativa diplomatica nei confronti della Russia.
Dobbiamo ribadirlo con forza anche oggi visto che quegli eventi stanno per essere dimenticati, anzi volutamente dimenticati. Perché quello che sta emergendo è che la narrazione fatta è palesemente falsa.
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