Commissioni e comitati da una parte, agenzie investigative dall’altra.
Uno è genitore, l’altro è figlio. Uno supervisiona l’altro. Ma chi ha paura della controparte, tra i due?
L’indiscrezione di Tucker Carlson, intervenuto nel podcast di Joe Rogan, esplora questo aspetto, fondamentale per capire come queste super agenzie agiscono nella politica interna degli Stati Uniti e nella politica estera.
“I membri del Congresso sono terrorizzati dalle agenzie di intelligence“, dichiara il noto giornalista, colui che poco tempo fa osò intervistare Vladimir Putin. Carlson parla di dipendenti e addirittura di chi dirige i comitati di intelligence, che dovrebbero “tenere in riga queste enormi agenzie segrete, di cui non sappiamo i bilanci“. Qualcosa che secondo l’ex FOX non è “compatibile con la democrazia“.
L’ipotesi vede agenzie come la CIA o l’FBI tenere sotto scacco presidenti e dipendenti di chi dovrebbe obiettare sulle azioni di spionaggio.
Tra queste Carlson ricorda, all’interno della puntata integrale, atti di spionaggio “senza mandato“.
Poi il racconto.
“L’altro giorno durante una conversazione nella mia cucina ho detto a un funzionario molto potente e molto famoso, che lavora in un organo legislativo: ‘Tutte queste persone sono controllate e vengono ricattati dall’intelligence’. Lui mi ha risposto, e cito: ‘Lo so‘.
Ho pensato: stiamo quindi davvero ammettendo che è tutto reale?“.
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