“L’hanno detto in tv!“.
Un vero e proprio clichè tutto italiano tipico dei fedeli del tradizionale telegiornale quotidiano.
A quella frase spesso troppo pronunciata come garanzia di verità si oppone uno storico personaggio che nella televisione ci è vissuto quarant’anni e più. Claudio Lippi è intervenuto in diretta ai nostri microfoni per sfatare quella verità consolidata nell’inconscio generale.
Molti potrebbero però non sapere che la sua carriera inizia proprio nella radio, che, a suo dire, è stata fondamentale per poi fare il percorso memorabile che tutti ricordano.
Quello su cui Lippi non può transigere è quella particolare convinzione popolare che attribuisce alla verità troppe cose, e spesso senza troppe basi argomentative valide. “La logica della frase che combatto dal ’72 è: ‘L’han detto in televisione’. Non è vero che quello che si dice in televisione sia la verità. Ognuno ha il diritto di dire la sua verità, ma ognuno di voi ha il diritto e il dovere di farsi una propria idea. E’ forse più corretto, ve lo concedo, dire ‘l’han detto in radio’, perché la radio non può dire bugie, perché è immediatamente svelata.
La televisione con l’immagine può distrarre, può creare una sorta di pseudoconfusione nella quale cascare.
Nel mezzo c’è la verità, ma nel mezzo vuol dire che tra la mia e la tua, che è contraria, c’è forse la verità che non ha colorazioni politiche”.
L’intervista a Un Giorno Speciale del 6 marzo.
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