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L’Unione Europea ci fa i conti in tasca e scova l’ultimo “allarme”: Italia, attenta!

La recente pubblicazione delle previsioni economiche per il 2024-2025 da parte della Commissione dell’Unione Europea ha suscitato un’intensa discussione, culminata nel titolo del quotidiano La Stampa, “Buco da 10 miliardi“. Tuttavia questa narrazione sembrerebbe, come dire, distorcere la realtà. Le previsioni indicano un rallentamento generale della crescita economica dell’eurozona con un’Italia sopra la media, ma in diminuzione rispetto alle stime precedenti. Tuttavia, nulla di ciò è sorprendente considerando le recenti proiezioni della Banca d’Italia e dell’ufficio parlamentare del bilancio.

Eppure, nonostante ciò, il circo mediatico che si è creato attorno al nostro Paese sembra amplificare l’allarme sull’Italia senza un motivo apparente, dimenticando anche di dare buone notizie come il recente dato positivo sul PIL nel quarto trimestre del 2023.
Inoltre l’allarme sembra ignorare i dati del PIL nominale, PIL è il prodotto interno lordo, naturalmente, fondamentale per valutare i due rapporti che ormai da tanti anni ci vessano, cioè il deficit PIL e il debito PIL, che rimangono sotto controllo secondo l’ufficio parlamentare del bilancio. Insomma questo allarmismo sembrerebbe essere veramente infondato. Perché c’è?

L’Italia, insomma, nonostante le sfide, mostra ancora un dinamismo nei confronti di altri paesi.
Lo vediamo nei consumi delle famiglie, nelle esportazioni, con un’economia che nonostante le enormi difficoltà dell’Unione Europea in generale, sembrerebbe essere resiliente rispetto alle incertezze internazionali. Insomma, è cruciale mantenere una prospettiva realistica ed evitare un’isteria mediatica, concentrandoci invece sui dati più concreti, sulle soluzioni più pragmatiche per affrontare le sfide future che attendono il nostro paese.

Il problema è il fatto che invece questa lente di ingrandimento sul nostro paese abbia la finalità, come sempre, di trattarci da paese coloniale. Abbia cioè, come sempre, l’obiettivo di fare vedere il nostro paese come un paese da saccheggiare, da punire prima e poi da depredare. Ecco perché non credo tanto a queste, diciamo, “dimenticanze”.

Malvezzi Quotidiani – L’Economia Umanistica spiegata bene con Valerio Malvezzi

Valerio Malvezzi

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