“Cosa c’entra la Russia? Cosa c’entra il popolo? Cosa c’entrano 150 milioni di persone?“
Sono queste le domande poste da Fabio Duranti ai microfoni di ‘Un giorno Speciale’, all’interno di un acceso editoriale. Il motivo di questi punti interrogativi? Un dettaglio passato inosservato a molti riguardante il match valevole per la finale degli Australian Open tra Jannik Sinner e Danil Medvedev. All’interno delle grafiche di punteggio del match, infatti, i media incaricati hanno ben deciso di oscurare la bandiera russa che si sarebbe dovuta affiancare al nome di Medvedev. L’unico tennista del torneo, il russo, a vedersi privato della propria bandiera per motivi che con il tennis non c’entrano nulla.
“Ma quando mai si è visto togliere la bandiera perché un paese è in guerra, magari ci può stare che qualcuno la pensi negativamente su Putin. La Russia è un paese in guerra, giusta o sbagliata che sia, ma il popolo cosa c’entra? Lo sportivo cosa c’entra? Cosa c’entra la bandiera? Io vorrei capire. Non c’è la bandiera. Nel simbolo accanto all’atleta di solito c’è la bandiera. Lo sappiamo però, non è una cosa nuova. È parecchio che succede che privano gli atleti russi della propria bandiera. Ma qualcuno mi può spiegare perché? Che cosa c’entrano? La patria non esiste più. E il popolo che c’entra? La famosa madre Russia cosa c’entra? 150 milioni di persone? Cosa c’entrano? Che facciamo? Che i civili possono essere presi a fucilate? Come sta accadendo a Gaza ad esempio? Perché magari la politica si litiga? E che c’entra Medvedev? Che c’entra lui? Che cosa c’entra? Che ha fatto di male? Quello gioca a tennis. Non ha più una patria, è un apolide? Lo priviamo della patria? Perché non deve esserci? La Russia rimane Russia. I fatti politici del momento, fra qualche anno saranno finiti“.
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