“Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia“, diceva Pasolini.
Una citazione che alla scoperta di nuovi strumenti che implicano la dimenticanza torna più attuale che mai.
La tecnologia negli ultimi anni ha introdotto sempre più strumenti che promettono di trovare le informazioni che l’utente necessita e informarlo a riguardo. Assistenti vocali in primis. Poi le intelligenze artificiali hanno ampliato la risposta alla richiesta.
Ma la differenza con le vecchie “tecnologie”, i libri, è che quelle non potevano essere cambiate sotto traccia.
Fabio Duranti è chiaro: “Bisogna stare molto attenti a cedere sovranità al fatto di raccontarci cosa stia accadendo, perché potrebbero mentire per i loro interessi economici e di potere“.
I cambiamenti sulla cultura, sull’informazione, sono da non sottovalutare quando accadono.
Un opinione sul tema condivisa anche dallo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“La cultura non sopporta restrizioni o confini, pretende il rispetto delle opzioni di ogni cittadino, respinge la pretesa, di pubblici poteri o di grandi corporazioni, di indirizzare le sensibilità verso il monopolio di un pensiero unico“.
Il commento in diretta di Duranti.
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