È forse l’inizio di una nuova era della scienza e dell’etica della scienza. Da domenica scorsa un essere umano ha nel cervello un impianto Neuralink: la società di Elon Musk ormai celeberrima aveva annunciato in maggio il via libera della FDA per le sperimentazioni sull’uomo.
Si tratta di un chip impiantato nel cervello con possibilità di leggere le onde cerebrali per risolvere problemi neurologici o eventuali lesioni traumatiche. Una proposta che, pensate, finora ha attirato critiche per essere stata sperimentata sugli animali, e ora amplia il suo raggio d’azione sull’uomo.
Giusti i propositi, tante le perplessità etiche. Perché se è vero che, come annuncia Musk, “il paziente si sta riprendendo bene, i risultati iniziali mostrano un promettente rilevamento dei picchi di neuroni“, resta un dubbio fondamentale: dove si potrà arrivare ancora?
“Non sono contro il progresso“, commenta Francesco Borgonovo, “bisogna vedere se saremo in grado di mettere dei limiti a tutto questo“.
Il commento a Punto & Accapo | Rassegna stampa del 30 gennaio
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