Il Governo è a un bivio: ratificare il MES oppure no? I dubbi sul fondo “salva-Stati” sono tanti. Forse troppe sono le preoccupazioni, motivo per cui prendere l’argomento con leggerezza non sarebbe saggio. E chissà infatti se quella ratifica vorrà dire condizioni sfavorevoli, o favoreggiamento, ad esempio, delle banche tedesche ora in difficoltà. Fondato nel 2012, il MES ha incontrato perplessità da parte, principalmente, della destra, mentre la sinistra non vuole aspettare. Non è un segreto che il “ce lo chiede l’Europa” abbia smosso spesso i dem italiani. Si smuove però ultimamente anche Parlamento, Senato e Camera. Ed è proprio in quest’ultima che arriva la tanto attesa replica alle opposizioni della Premier Giorgia Meloni, che nel suo ultimo intervento non si riserva di nominare i suoi predecessori Draghi e Conte.
A sorpresa, la leader di Fratelli d’Italia si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa.
L’attacco più ferrato è a Giuseppe Conte sul MES.
“Assenso alla ratifica? Lo ha fatto il Governo Conte senza mandato parlamentare. E lo ha fatto, udite udite, un giorno dopo essersi dimesso, quando era in carica solamente per gli affari correnti, dando mandato a un ambasciatore mandato firmato dall’allora ministro degli esteri del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, senza un mandato parlamentare, senza che ne avesse il potere, senza dirlo agli italiani e con il favore delle tenebre! Sì, con il favore delle tenebre!“
Poi viene il turno di Mario Draghi: “Per alcuni la politica estera è stata farsi foto con Francia e Germania quando non si portava a casa niente. L’Europa non è a tre ma a 27, bisogna parlare con tutti: io parlo con Germania, Francia e pure con l’Ungheria, questo è fare bene il mio mestiere“, rivendica alla vigilia della sua sfida politica più delicata, quella che si gioca in settimana sul Patto di stabilità.
La frase ‘’non svenderò l’Italia’’ prende un importante parte al discorso della premier che replica l’importanza del nostro paese sul tavolo di gioco. Tra le opposizioni c’è la dem Lia Quartapelle, che invita la premier a porsi di fronte ad una scelta tra Zelensky ed Orban, criticandola per la sua politica estera.
Il Meccanismo europeo di stabilità è stato istituito mediante un trattato intergovernativo, al di fuori del quadro giuridico della Ue, nel 2012. La sua funzione fondamentale è concedere, sotto precise condizioni, assistenza finanziaria ai paesi membri che – pur avendo un debito pubblico sostenibile – trovino temporanee difficoltà nel finanziarsi sul mercato. L’impegno a ratificare la riforma del Mes è arrivato dal governo Conte dopo che aveva già dato le dimissioni. Lo ha ribadito Giorgia Meloni in Aula, con toni accesi, attaccando il leader del Movimento 5 stelle e accusandolo di aver lavorato con il “favore delle tenebre”.
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