Non è un paese per scettici quello che si va delineando. Strade bloccate per il clima, abbracci “sconsigliati” per la recrudescenza del virus, e un solo comune denominatore: vietato dubitare.
In un mondo politeista che vieta gli atei delle tragedie annunciate, sembra che anche solo ragionare di certe cose sia da eretici. Ecco perché Fabio Dragoni, in “Per non morire al verde”, ribadisce ancora con più forza la nuova eresia: “Non me ne frega niente del clima“.
Le temperature e le catastrofi sempre più insostenibili per “cause antropiche” sono una nuova cattedrale basata sul “97% degli scienziati che sostengono questo”. Peccato che la notizia prova di fondamento condivisa da Barak Obama tra i primi, sia ormai una specie di filastrocca da ripetere a tambur battente a mo’ di rosario.
Ma la narrazione di Fabio Dragoni non è solo un monologo volto a smontare la visione opposto. Impreziosito dalla “contro-prefazione” del giornalista Chicco Testa, il volume è un esempio di ciò che sempre più si nega nella società moderna: il confronto.
Ascoltate la video-intervista a ‘Lavori in Corso’.
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