Stop al Decreto Crescita: il salto della proroga del governo è destinato a dare un duro colpo al movimento calcistico italiano. La legge che agevolava l’arrivo di calciatori stranieri, agevolandone il pagamento degli stipendi netti, non aiuterà più le squadre di Serie A già a partire dal mercato invernale.
La doccia gelata è arrivata in seguito al ripensamento del Consiglio dei Ministri, che inizialmente sembrava orientato a concedere la proroga fino a febbraio, poi il dietrofront: “Immorali gli sconti per i calciatori stranieri”.
“Una norma facile da sostenere“, commenta Stefano Agresti, “perché passa il messaggio che non aiuti i milionari del calcio, e invece non aiuti un movimento che dalla politica già non ha quasi nulla, a partire dagli stadi di proprietà“.
Cosa cambia concretamente? “Per esempio se Lukaku e Rabiot fossero arrivati senza i benefici del Decreto Crescita, sarebbero costati il doppio alle loro società“.
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