Vita da pascià, e i migranti al limite della dignità. Questo è stato, secondo l’accusa, il modus operandi di lady Soumahoro. Moglie e suocera dovranno dimostrare alla giustizia che non è andata così, ma intanto fanno i conti coi domiciliari mentre assistono all’assedio – politico – di Soumahoro Senior. Il quale si dice estraneo ai fatti, sostenendo cioè di non sapere nulla, e in effetti nessuna indagine lo tocca al momento.
Non vale lo stesso per moglie e suocera, sulle quali una cosa è certa: i finanziamenti non si sono mai interrotti in tutti gli anni di indagini. Le due infatti hanno ricevuto, fino al 2022, circa 25 milioni e mezzo di euro per la gestione dell’accoglienza migranti da parte della Prefettura di Latina, dai Comuni Pontini, dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio. Gli elaborati della Guardia di Finanza parlano chiaro, ed è qui che le domande si sollevano sul parlamentare: poteva effettivamente non sapere?
In una settimana in cui molto si è parlato di fisco e di controllo sui cittadini, la domanda viene spontanea: “Possibile che non esista un organismo dello Stato che si occupa non di andare a fare i controlli al salumiere o all’idraulico, ma dei vari casi Soumahoro o del 110%“.
Perché i milioni sprecati in assistenzialismo e banchi a rotelle gridano vendetta di fronte a titoli di giornale che invocano a più controlli sui cittadini e misure collettiviste.
Di tutto abbiamo visto fare coi soldi pubblici nell’ultimo decennio: dalla fuga di redditi di cittadinanza in est Europa all’acquisto di mascherine a prezzi maggiorati, fino all’epilogo – ancora non scritto – del caso Soumahoro.
Lo zelo che spesso vediamo esercitato sui pesci piccoli, sembra insomma loro esclusiva competenza.
L’editoriale di Fabio Duranti.
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