Politica

La Meloni vuole il Premierato ▷ “Con questa riforma non ci sarebbero stati i governi Conte e Draghi”

Più poteri al Presidente del Consiglio, eletto direttamente dal popolo. Questa la sintesi dell’iter partito dall’approvazione del consiglio dei ministri per la riforma costituzionale che dovrebbe portare in caso di approvazione del parlamento a importanti modifiche dell’assetto istituzionale del nostro Paese. La riforma va però approvata con la maggioranza dei due terzi delle due Camere. Ecco allora che è già partita la caccia i senatori e ai deputati che dovranno necessariamente esprimere un voto positivo per far arrivare a dama la modifica costituzionale. Altrimenti si dovrà necessariamente passare dal referendum. Intanto però l’iter istituzionale è partito e viene così commentato dal Senatori di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo. “Questa riforma innanzitutto era uno degli obiettivi del programma del governo di Giorgia Meloni, c’è la volontà di portare avanti ogni punto del nostro programma di governo. L’obiettivo principale è quello di dare più peso alla decisione dei cittadini, alla volontà popolare, a quella sovranità popolare che l’Articolo 1 della Costituzione mette al centro.

Quindi elezione diretta del Presidente del Consiglio significa che il cittadino decide prima, si confronta prima delle elezioni, può verificare i programmi e i premier indicati e poi ne sceglierà uno che sarà eletto. Oltre a questo quindi c’è più stabilità, perché poi la riforma per come è composta e per come è costituita, determina chiaramente che non ci saranno più quei governi come quelli che ricordiamo nella prima Repubblica, che addirittura spesso venivano chiamati governi balneari, perché erano durate brevissime. Non ci sarebbe stato neanche il governo Conte“.

Una riforma che però comprende anche altri aspetti, come spiega De Priamo, che vanno dal premio di maggioranza all’abolizione dei senatori a vita: “Viene individuato un premio di maggioranza del 55%, che poi la legge elettorale dovrà definire, ci sono una serie di rilievi già espressi da Corte Costituzionale, per cui va individuata una soglia minima. Insomma va fatto un lavoro in Parlamento da questo punto di vista. Noi abbiamo detto che i senatori a vita vengono aboliti, non ci saranno più“.

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