Sta circolando incontenibilmente sui social e sui giornali, cartacei e digitali, la foto del miliziano d’Israele che tra le lugubri macerie di Gaza espone orgogliosamente la bandiera arcobaleno, simbolo dei capricci di consumo individualistici per ceti ambienti di un Occidente che ormai è solito scambiare i desideri per diritti e intendere come unica e ultima frontiera della civiltà quella battaglia.
La foto fa discutere anzitutto per il contesto, come se i diritti arcobaleno fossero i soli e magari anche giustificassero la distruzione di Gaza ben rappresentata dalle rovine intorno al miliziano, che sorride con ebete euforia sventolando gaudente la bandiera arcobalenica.
Lo stratagemma narrativo, meglio sarebbe dire lo stratagemma ideologico, era già peraltro comparso tale e quale in relazione alla guerra di Ucraina, quando si era parlato dei battaglioni dell’unicorno che difendevano la civiltà dell’arcobaleno contro la perfida Russia omofoba dello zar rosso bruno Vladimir Putin.
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