“Tutti figli del patriarcato. Allora tutti violenti”. E’ l’opposizione presentata da Tiziana Ciavardini sulle polemiche degli ultimi giorni. L’omicidio di Giulia Cecchettin ha infatti sollevato dibattiti su come e se sia possibile prevenire logiche disfunzionali che possano sfociare in altro: se molte voci si sollevano nell’ottica di educare gli uomini, altre fanno notare come questa possa essere una banalizzazione che è un’arma a doppio taglio.
Oltre al fatto che “Quando Elena Cecchettin dice in TV che Turetta è un figlio sano del patriarcato, cade anche lei nella generalizzazione“. Ma a parte specificare il famoso e contestato “not all men”, la giornalista e antropologa ha spiegato perché, dal suo punto di vista, in questo caso il colpevole sia uno solo.
L’intervento ai microfoni di Stefano Molinari.
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