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Lo spot Apple che glorifica “madre natura” in persona ▷ “Idolatria pura: un messaggio inquietante”

Madre natura, una divinità, una figura mai cattiva, mai spaventosa. O forse no?
Nel nuovo spot della Apple va in scena un teatrino inedito. Protagonista? Proprio Madre Natura.
“2030: a che punto siamo”, è il titolo del cortometraggio dell’azienda di Cupertino, in California. Compare, come solito quando si parla di green, climate change e obiettivi per combatterlo, il fantomatico 2030, derivante dall’Agenda propagandata a gran voce dall’ONU.
In scena c’è il CEO Tim Cook. Tuttavia non è lui a presiedere il tavolo della riunione. E’ infatti Madre Natura a prendersi lo scettro.
Il suo arrivo è misterioso e accompagnato da suspense, così come per tutto l’interrogatorio.
Perché quello che avviene alla presenza dei dipendenti è un vero e proprio interrogatorio.

Come siamo messi coi materiali? Come con la plastica?“: queste le domande della divinità comparsa al tavolo.
I dipendenti, intimoriti, rispondono con il sudore alla fronte. Tuttavia quello che lo spot Apple vuole far capire, chiaramente, è quanto l’azienda abbia provveduto e provvederà in termini di ecosostenibilità. E Tim Cook sugella: “C’è ancora molto da fare“.
Poi promette: “Entro il 2030 i prodotti Apple saranno tutti a impatto neutro“, (magari a discapito dei consumatori).
Insomma, il solito calderone di promesse con il medesimo stile comunicativo targato ONU, di cui la stessa Madre natura non ne è troppo convinta, evidenziando ironicamente quanto lo stesso stile comunicativo delle promesse green abbia deluso: “Quando provvederemo? Fammi indovinare: tra cinquant’anni, quando dovrà pensarci qualcun altro?”. Tuttavia la divinità se ne va alla fin fine soddisfatta.
Ma ecco l’avvertimento: “Non deludete vostra madre!“. E tutti tirano un forte sospiro di sollievo.

Se ne va e dice una frase sibillina” – commenta la giornalista Martina Pastorelli.
Con questa forma di paganesimo, di idolatria della natura, l’uomo non è più al centro, come nel concetto cristiano, dove l’uomo è al centro di una creazione di cui è chiamato a prendersi cura responsabilmente. No: l’uomo diventa servo della natura, diventa figliastro della natura“.


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