Negli ultimi giorni la scena politica statunitense ha subito un grande colpo.
E ad andarci di mezzo, di nuovo, è stato l’ex presidente Donald Trump.
A distanza di più di un anno dalle elezioni del 2024 negli Stati Uniti, il tycoon viene ora sottoposto ad un’incriminazione ben più seria delle precedenti. In ballo c’è l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021: Trump avrebbe tentato di sovvertire il risultato elettorale delle elezioni del 2020 che hanno visto vincere Joe Biden, seppur con non poche polemiche sui voti.
In fila, c’è anche l’incriminazione per le carte segrete a Mar-a-Lago. Accuse delle quali Trump si è dichiarato non colpevole.
“Mi serve un’altra incriminazione per assicurarmi la vittoria“, ha detto ironicamente su Truth, il social creato a seguito proprio della censura, per il caso dell’assalto al Congresso, di Facebook e Twitter (che da qualche tempo lo hanno “riammesso”).
“Una strumentalizzazione senza precedenti della Giustizia“, ha poi aggiunto.
L’ex presidente USA è anche avanti nei sondaggi, quelli del New York Times, per quanto riguarda la fiducia degli elettori repubblicani che lo preferiscono all’altro candidato: Ron DeSantis, governatore della Florida. Le cose ora si complicano per l’elezione? L’incriminazione porterà ancora più fiducia nei suoi confronti?
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