Pare che con il governo della destra bluette neoliberale capitanato da Giorgia Meloni, gli sbarchi di migranti in Italia risultino addirittura più che raddoppiati. Quale che sia il valore che vogliamo assegnare alla vicenda in se e per se considerata dell’immigrazione di massa un aspetto mi pare certo al di là come usa dire di ogni ragionevole dubbio. Il governo di Giorgia Meloni ha tradito le aspettative e le promesse che aveva copiosamente messo in circolazione prima delle elezioni, quando aveva ancora il coraggio di presentarsi come un partito in grado di far valere le menti di rottura e di opposizione. Ebbene paradossalmente le sinistre fucsia si trovano attualmente in difficoltà nel criticare un governo che è risultato ancor più coerente rispetto alle sinistre stesse per quel concerne l’attuazione dei desiderata della global class neoliberale, o se preferite, del blocco oligarchico della plutocrazia dominante. Ricorderete indubbiamente quando Meloni ventilava l’ipotesi di un blocco navale, ma al tempo era all’opposizione, e adesso che invece è al governo si trova ad avere flussi migratori più che raddoppiati rispetto al governo precedentemente evocato di Mario Draghi e delle sinistre fucsia neoliberali.
Giorgia Meloni con il suo governo ha rimediato l’ennesima figura ridicola, da quando suddetto governo si è insediato.
Sul tema dell’unione europea e poi dell’atlantismo neoimperiale, per non tacere della difesa ad oltranza dei mercati, questo governo si è stabilmente rivelato la continuazione peggiorativa del precedente governo dell”euroinomane’ delle brume di Bruxelles Mario Draghi. La questione migratoria di cui discutiamo rappresenta una prova ulteriore a suffragio di questa tesi, che da qualsiasi angolatura la si osservi, pare letteralmente incontrovertibile. Come volevasi dimostrare destra e sinistra non combattono più in nome di diverse visioni del mondo ed inconciliabili orientamenti valoriali, al contrario semplicemente combattono per poter realizzare, per conto della classe dominante no-border l’unica visione del mondo ammessa, quella neoliberale atlantista, basata sul primato indiscutibile del mercato ed insieme sul dominio del mondo intero da parte della civiltà dell’hamburger.
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