Peter Drucker nel 1954 scriveva che la primaria responsabilità di un’impresa è quella di risolvere i problemi dei propri clienti, di rispondere ai problemi dei propri clienti. Molti anni dopo, rispetto a questa affermazione, con Kaplan e Norton quella visione sarebbe diventata solo uno dei quattro assi strategici fondamentali, cioè la cosiddetta Customer Perspective, la prospettiva del cliente. Di cosa vi sto parlando oggi? Vi sto parlando del fatto che con le nuove normative cosiddette ISG si pone la centralità dell’impresa all’interno di un macromondo, un mondo molto più ampio rispetto a quella della clientela, di cui fanno parte i cosiddetti stakeholders o portatori di interessi.
Ritorniamo alle mie osservazioni. Come si vede, già negli anni 50, si introduceva una variazione al modello di business anglosassone che prima conoscevamo. Il modello di business anglosassone diceva: la centralità di un’impresa è risolvere i problemi dei proprietari.
Negli anni 50 del secolo scorso si diceva che la centralità di un’impresa è risolvere i problemi dei clienti. Qualcuno, partendo dai clienti, ha poi cominciato recentemente, negli ultimi 20 anni circa, a estendere la logica dell’interesse sempre più per legge, parlo dell’Unione Europea in modo particolare, ad altri portatori di interesse. Prima i manager, poi tutti i dipendenti, e infine, lentamente, la cultura è cambiata. Si è cominciato a parlare di centralità dei fornitori, dei proprietari terrieri, delle comunità locali, dei governi. E oggi si parla di centralità dell’ambiente, sia locale, sia internazionale, sia sociale, sia fisico. Sembrerebbe magnifico.
Piccolo problema che pongo alla vostra riflessione. L’economia va avanti perché ci sono le imprese. Gli studiosi dell’economia da libro da wikipedia diranno che c’è tutto il mondo pubblico, sì grazie, ma il mondo pubblico sta in piedi perché c’è un sistema fiscale altrimenti non starebbe in piedi. L’impresa pubblica può disciplinare come produrre, ma chi crea i prodotti sono artigiani, commercianti, imprenditori. Noi da circa 20-30 anni stiamo andando nella direzione di un mondo che considera l’economia di proprietà del pubblico.
Malvezzi Quotidiani – L’economia umanistica spiegata bene con Valerio Malvezzi
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