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Prof. Meluzzi spiega l’isteria climatica ▷ “Viviamo in un mondo di narrazioni programmate”

“Meteo dopo ferragosto farà ancora più caldo”. Il titolo del Corriere della Sera ricalca tanti altri presenti dall’inizio dell’estate su quotidiani e tg. L’allarme caldo, i vari venti caldi, gli anticicloni con nomi infernali provenienti dall’Africa, fino ad ora non si sono visti. Eppure l’allarme, anche se attenuato (a inizio estate si evocavano temperature sopra i 50 gradi) rimane presente in prima pagina. Secondo Fabio Duranti la linea narrativa è chiara: “Viviamo ormai in un mondo di panico”, gli fa eco Alessandro Meluzzi: “Viviamo in un mondo di narrazioni programmate. Queste narrazioni evidentemente hanno una cabina di regia, è fuori dubbio, perché hanno una dimensione planetaria. Si rincorrono di mainstream in mainstream, si rincorrono da pseudo esperto a pseudo esperto e quindi evidentemente era previsto ed è tuttora previsto che l’emergenza climatica, qualunque siano le temperature vere, reali, percepite, oggettive, che ci siano elementi di sovralivellamenti rispetto alla statistica delle temperature generali o addirittura un abbassamento, in molti altri casi, di quella che è una delle più fresche estate che io ricordo di almeno nei miei 67 anni di vita, non importa.

Il fatto è irrilevante. È stato deciso che la regia della comunicazione prevedeva che quest’estate doveva essere la più calda estate della storia dell’umanità e questa narrazione viene ripetuta. Quali sono le soglie fino alle quali la menzogna può spingersi? Io ritenevo che questa soglia avesse un limite che era quello a ponte tra la decenza e il realismo”.

Le esperienze personali legate alla situazione climatica in Italia si scontrano anche con la percezione di Alberto Contri: “Il fatto è che vanno avanti comunque come se nulla fosse, ma per esempio sulla storia del riscaldamento ho letto una bellissima intervista del colonnello Giuliacci, vi ricorderete, in quale spiega che l’anticiclone che arriva dall’Africa in realtà è diverso da quello precedente, quello di prima portava l’aria calda direttamente dal deserto a 60 gradi, questo qua è incentrato sull’Algeria che ruotando va a raccogliere l’aria più fresca che c’è sull’oceano in realtà ci porterà un caldo, ma un caldo moderato, Vedere questi titoli fa veramente impressione, sono addirittura ridicoli, però sempre più gente se ne accorge”.

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