Colpa dell’uomo, in particolare quello occidentale, e dei suoi scellerati comportamenti. Questa la riduzione semplicistica che passa dai media mainstream a motivare un drastico e repentino, sempre secondo loro, cambiamento climatico. Una narrazione che riempie le prime pagine dei giornali e affolla le aperture dei tg. Secondo molti di questi incendi, grandinate e altri eventi atmosferici sono sempre più violenti, e la colpa è dei cittadini e del loro agire. Eppure autorevoli scienziati nel corso di questi mesi hanno fatto sentire la propria voce, in sostanziale dissenso con il racconto mainstream sul clima.
Raffaella Regoli, riporta i nomi di chi crede che il comportamento dell’uomo non c’entra nulla con i cambiamenti climatici: “Lo dice Prodi, fisico che ha lavorato per il CNR, che è convinto che il cambiamento climatico lo produca il sole e che siamo in questi famosi cicli di 400 anni, per cui mancherebbero altri 80 anni perché il ciclo vada ad esaurirsi. E poi c’è un premio Nobel, non uno scienziatino qualunque. Francis Clauser, premio Nobel lo scorso anno per la fisica, dice che la narrazione è totalmente sbagliata”.
Andare contro la narrazione dominante può portare ad essere screditati, anche se si è tra i più autorevoli e riconosciuti esperti di un settore, e infatti, come riporta la Regoli: “Per aver detto questo è stato bandito in questi giorni dalla conferenza che doveva tenere al Fondo Monetario Internazionale”.
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