Uno dei più grandi artisti dei nostri tempi, con la stessa voce, intatta, indelebile, capace ancora oggi di far emozionare come tanti anni fa. Tom Jones si è recentemente esibito in Inghilterra durante la trasmissione “The Voice“, nella quale ha ricoperto il ruolo di giudice. Una potenza vocale, di una purezza che oltre ad emozionare, impressiona. In particolare in estate, siamo sempre meno abituati a veder pubblicati, diffusi, ascoltati, pezzi che mettano al centro la bellezza della voce, in un panorama artistico dominato dall’autotune.
Viviamo un periodo dominato da logiche di mercato dell’industria musicale che superano alcuni valori assoluti, Fabio Duranti però pone l’attenzione sulla necessità di valorizzare i talenti che restano in ombra: “Canta la stessa canzone nella stessa tonalità del 1967. Dobbiamo riprendere ad emozionarci, oggi non vanno avanti artisti come Tom Jones, ci sono artisti validi, ma restano sempre dietro.”
In passato si aveva quindi una maggiore qualità artistica e musicale? Meluzzi sul tema non ha dubbi: “La bellezza della decostruzione è una cosa che collide con un’idea della bellezza che ha degli aspetti universali. Noi abbiamo nel cervello Mozart e la frequenza 432 e non abbiamo nel cervello Sferaebbasta”.
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