I retroscena che Alberto Contri vuole portare alla luce sono scottanti, soprattutto se inseriti nel contesto dei media.
Dopo la morte di Silvio Berlusconi, sembra essere partita dai più una caccia alle “malefatte” che il Cavaliere avrebbe commesso in passato.
Era un capo politico che aveva una propria tv, ma privata. E la cosa non andava giù a molti, soprattutto a Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica. Lo riportava Milano Finanza nell’agosto del 2006: “Ho sempre difeso Berlusconi – spiegava Cossiga all’epoca – dalla inaudita persecuzione giudiziaria di cui è stato ed è ancora oggetto. Ma ho ritenuto sempre che egli avesse torto nel considerare infondata la questione del conflitto di interessi e delle necessità di trovare un rimedio ad esso“.
Ma la questione non si ferma di certo nel 2006, né iniziò in quel caso.
È ai tempi della legge Mammì che il mondo della televisione venne messo in grande discussione.
Ed è ora che Contri, docente di Comunicazione alla IULM di Milano, vuole svelare alcuni retroscena sul mondo delle televisioni e dei media, soprattutto nel mondo Rai, visto che nel 1998 lui stesso fu scelto come Consigliere dell’emittente di Viale Mazzini.
“Devo dire che quando sono stato dentro, allora Presidente Rai era Zaccaria, io in minoranza ho toccato con mano l’ipocrisia.
Il conflitto d’interessi c’era, e loro se ne fregavano. Quando proposero il mio nome a Berlusconi, lui ebbe una certa reazione“.
Ascolta l’intervento integrale a Un Giorno Speciale.
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