Sblocco dei crediti, eliminazione del Superbonus per l’edilizia, sconti in fattura, tutte tematiche che hanno riempito nelle ultime settimane giornali e tv. Poi esiste la realtà italiana che viene testimoniata dalla Class Action Nazionale dell’Edilizia e da altre associazioni, così come da singoli imprenditori o committenti. I fondi sono bloccati nei cassetti fiscali e tanti italiani si ritrovano con case incomplete, perché durante la ristrutturazione alcune imprese si sono ritrovate senza liquidità.
Il tema è stato sollevato durante “Lavori in Corso” da Martin Polanski di CANDE: Sono un imprenditore serramentista, manifesto il mio sconforto e il mio schifo. Noi viviamo in Italia, le frodi sono ovunque, nelle assicurazioni auto, nella pubblica amministrazione. Ultimamente ho sentito sullo sconto in fattura bloccato, lo sgambetto ultimo del governo, che per un lavoro di 10mila euro forse verrà rimesso lo sconto in fattura, ma per gli importi più grandi sarà impossibile, già da 50mila euro“.
Ci sono tante persone che si ritrovano fuori da casa, in affitto magari perché hanno una casa che non è possibile finire di ristrutturare, come il committente Bevilacqua: “Ho fatto un contratto con una azienda per la ristrutturazione di casa col 110% e lo sconto in fattura. Fino ad aprile 2022 tutto ok, poi l’azienda non è riuscita a convertire i crediti e mi trovo con la casa ancora non completata. Ovviamente nel 110% non è compreso tutto, quindi ho pagato tutto quello che è previsto dalla legge, ma ho ancora la casa sventrata“.
Sul tema è intervenuto anche Passarella, vicepresidente degli “Esodati del Superbonus“: “Bisogna combattere. Io ho dimostrato con i loro atti che hanno reso il superbonus una misura solo per i ricchi. Noi abbiamo creato una moneta parallela che non crea debito pubblico. I 110 miliardi di euro non hanno creato un buco di bilancio ma solo un deficit, che hanno iscritto tra l’altro negli anni precedenti. Siamo 3 mesi che giriamo nei palazzi per trovare una soluzione. Abbiamo proposto un dossier con 10 punti, quindi le soluzioni le hanno. Il fallimento delle imprese per le casse dello stato sarebbe devastante e i cittadini potrebbero perdere addirittura le case dove vivono. Stanno giocando con il fuoco e non se ne rendono conto“.
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