Su La Stampa leggiamo: “Meloni: ‘Se crolla la Tunisia rischiamo 900mila profughi’“.
Questo è un po’ il timore che già da qualche giorno va avanti.
Che sta succedendo in Tunisia?
E’ un meccanismo molto preciso, a differenza del passato o della Libia e dell’Egeo in generale, dove c’è un sistema in cui arrivano profughi dalla Siria, dall’Afghanistan e così via.
Sistema che funziona da tempo.
Nel caso della Tunisia c’è una responsabilità precisa del Fondo Monetario Internazionale, come spesso succede nelle questioni dei disastri africani.
Questo Fondo Monetario Internazionale deve 9 miliardi alla Tunisia che è in una crisi economica terrificante, rischia il default.
C’è una situazione di povertà e di disagio estrema.
E stiamo vedendo solo la punta dell’iceberg.
Se andiamo a vedere il cruscotto statistico del Viminale, che è quello che pubblica i dati sugli sbarchi, ci rendiamo conto che i tunisini sono in costante aumento.
Stanno arrivando, diciamo, prima tutti gli immigrati subsahariani che stavano in Tunisia, e poi presto c’è il rischio, come dice effettivamente la Meloni, che possano arrivare i tunisini, perché la situazione lì è veramente devastante.
Tra l’altro abbiamo un buon legame con la Tunisia e li abbiamo aiutati ai tempi.
Quindi da un lato dovrebbe essere anche per noi una grande occasione per rivolgere lo sguardo all’Africa, che credo che sia un po’ il nostro futuro a livello geopolitico.
Non per il fatto che noi dobbiamo andare depredare, o come dice qualcuno, imbarcare migliaia di persone che devono venire qui “a fare i lavori che a noi non piacciono” o a “compensare il crollo demografico”.
Il punto è che noi abbiamo necessità di tenere dei rapporti con il Sud, proprio perché l’Europa e la NATO si stanno spostando verso nord, verso le avanguardie statunitensi in quella zona. E comunque finché non si crea un rapporto col Nord Africa, ma anche con i paesi subsahariani, la questione migratoria non si risolve in alcun modo.
Il punto è anche un altro: “Gelo dei paesi del Nord. E la premier vede Macron“, sempre su La Stampa.
Come sempre viene fuori la grande ipocrisia degli altri simpatici alleati europei che chiudono quando vogliono chiudere, i patti con gli autocrati li hanno fatti e li hanno finanziati. Hanno un passato, anche spesso, coloniale non simpaticissimo.
E poi quando invece si tratta di aiutare noi…
E qui però dobbiamo dirci la verità.
Siamo andati avanti anni con governi di sinistra o misti tecnici a dire: “aspettiamo l’Europa, non si può far da soli”.
Che cosa ha ottenuto l’Europa? Niente, se non girare la situazione e continuare a far venire gente che, spesso purtroppo, muore in mare provandoci.
A questo punto però, visto che si criticano tutte le leggi del caso, come l’ultima sugli scafisti, voglio chiedere alla sinistra: qual è la vostra soluzione?
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