“A Trieste abbiamo fatto una cosa normale“.
Torna a parlare in un’Aula dove forse non immaginava neppure di arrivare mai quando la questura di Roma lo ha allontanato dalla capitale per un anno. Stefano Puzzer salì alla ribalta della cronaca in modi che tutti ricordiamo. Tornano alla mente quei getti d’acqua scagliati sui portuali contro il Green pass, mentre parla in Senato in tenuta non usuale.
Avevamo imparato a conoscerlo con quel cappello grigio e quella tuta fosforescente, ma stavolta l’occasione era diversa. Nella bellissima Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani va in scena la presentazione dei libri “Ma io stanotte non dormo” e “La vita che ci state rubando” della giornalista Angela Camuso.
In particolare quest’ultimo titolo si presta bene per chi, negli ultimi anni, ha fatto una scelta costretta e ora si trova a fare i conti con gli effetti avversi, mentre certi esponenti dell’autoproclamata scienza esaltano il presunto successo dei sieri dimenticando di parlare di loro, che hanno avuto la peggio.
“E’ inutile parlare del passato“, dice Puzzer, “noi ora dobbiamo guardare al presente e al futuro e far sì che lo Stato si prenda carico di queste persone, perché se sono in queste condizioni è colpa dello Stato che li ha traditi“.
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