Esteri

Lo scacco matto di Netanyahu, congela la riforma della giustizia e spegne le proteste

Dopo 12 sabati di proteste e mezzo milione di persone scese in piazza, il Primo ministro dello Stato d’Israele, Benjamin Netanyahu, ha ‘congelato’ momentaneamente la tanto controversa riforma della giustizia. “Non possiamo avere una guerra civile“, ha dichiarato in un discorso alla nazione, “troverò una soluzione a tutti i costi“. A far infuocare ulteriormente gli animi della protesta è stata la scelta autoritaria del Premier, di licenziare il Ministro della difesa contrario alla riforma, inimicandosi così anche una parte dell’esercito e delle forze di polizia. La riforma avrebbe previsto una norma, per la quale verrebbe fortemente indebolito il potere della Corte suprema, che in Israele è l’unico potere di controllo sul Parlamento. Se la riforma dovesse passare, il governo avrebbe il potere legale di legiferare senza alcun impedimento e ignorare le sentenze della Corte. Inoltre consentirebbe ai politici di nominare la maggior parte dei giudici e i ministri non sarebbero tenuti ad attenersi al parere del procuratore generale.

La critica più forte pervenuta al governo è quella di voler far passare al posto di una riforma, una legge ad personam, il cui solo scopo sarebbe quello di proteggere Netanyahu, attualmente sotto processo per corruzione. In uno stato fortemente militarista come quello d’Israele, una regolamentazione del genere, comunque sia attuerebbe una deriva autoritaria pericolosa. Netanyahu a questo punto prende tempo e punta a far placare la sommossa popolare e i suoi sostenitori. Al leader di estrema destra Itamar Ben-Gvir ha concesso l’istituzione di una milizia privata che non risponderà al corpo di polizia ma direttamente al suo partito. Le opposizioni e i sindacati al momento hanno fermato la protesta in attesa di essere convocati a un tavolo di confronto con il Primo Ministro. Dopo mesi di proteste che stavano portando il paese sull’orlo del baratro, la mossa di Netanyahu è riuscita a calmare temporaneamente la situazione.
Per ciò che accadrà in futuro, dobbiamo solo aspettare.


Andrea Mascellani

Redazione

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