È di ieri la notizia che ha riguardato la maxi truffa di 1,7 miliardi di euro messa a segno con i bonus per l’edilizia, principalmente Ecobonus e Bonus Facciate. Gli indagati cedevano i crediti d’imposta a persone senza fissa dimora, decedute o con precedenti penali. Il punto della questione è che molti tra i media principali hanno raccontato che la truffa era avvenuta all’interno del meccanismo Superbonus, cosa non vera, perché riguardava gli altri bonus edilizi. Roberto Cervellini, Direttore Generale CANDE, commenta così la vicenda: “Vogliono volutamente confondere i bonus edilizi per non pagare quello che devono. È un tentativo che che va avanti da un anno e mezzo, io spero che gli ascoltatori non credano più a queste fesserie. Arrigo Maria Ruffini il direttore dell’Agenzia dell’entrate, si è presentato circa 15 giorni fa alla Camera, per fare chiarezza sul quadro delle frodi. Pensavo si fosse messo una pietra sopra questa storia, tant’è vero che poi non se n’è più parlato nemmeno in parlamento. La Meloni ha dirottato l’argomento sulla speculazione delle banche e su la vendita dei crediti, come a dire adesso non sono più le frodi, ma sono le speculazioni sui crediti fiscali, il motivo per dismettere il Superbonus“. Siamo tornati quindi a cavalcare l’idea che il Superbonus fosse una fonte facile di remunerazione per i criminali, questo è il messaggio che vuole far passare l’informazione e il governo.
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