40 secondi per buttare via tutto. La partita di Moise Kean con la Roma si interrompe prima ancora di iniziare, con Allegri che amareggiato chiede spiegazioni a favor di telecamera.
Qualcuno la chiama già “balotellata”, e in effetti il calcio (violento, fuori luogo, inspiegabile) ai danni di Mancini sembra il classico gesto sragionato che ha reso – tristemente – famoso l’ex centravanti della nazionale.
Tante le critiche sui profili social della Juventus: “Non è da Juve“, “meno male che non ci sarà con l’Inter“. Non dimenticando certo che la sconfitta con la Roma non è certo imputabile all’attaccante classe 2000. Quel calcio però dà quel sapore amaro a una sconfitta che la squadra di Mourinho ha confezionato con intelligenza e pragmatismo. Ancor più di Allegri.
“Aspettavo in questi anni che lo cedessero perché Kean è questo“, commenta senza mezzi termini Mario Mattioli, “basterebbe parlare con Mancini – il Ct – che in pochissime parole lo descriverebbe bene, avendone soppesato il comportamento in pochi giorni“.
“Non è da Juventus ma neanche da squadra professionistica“, commenta a Radio Radio Mattino – Sport & News.
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