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Inchiesta Covid, Borgonovo bacchetta ▷ “C’è in gioco molto di più delle chiusure”

Ho sin da subito notato un comportamento poco professionale“.
Alla procura di Bergamo, così ha parlato negli ultimi giorni Pierpaolo Sileri, Sottosegretario alla Salute nell’era Covid.
Zaccardi diceva a me e Friolo che dovevamo stare tranquilli, altrimenti avrebbe usato contro di noi dei documenti che aveva nel cassetto. Diversi di costoro hanno palesemente sostenuto che non erano autorizzati a condividere informazioni con me“.

L’inchiesta Covid non sembra quindi destinata a finire.
L’indagine di Bergamo sulle fasi iniziali della pandemia che ha sconvolto il mondo, e l’Italia come una delle prime, continua a fornire dettagli non indifferenti. Ricordiamo l’intervento di Valesini, giornalista Report, il quale ha raccontato alla Camera il mancato aggiornamento e l’attuazione del piano pandemico, o ancora, il fatto che l’Italia avesse dichiarato il massimo grado di preparazione all’OMS.
Tutti elementi che sembrerebbero suggerire un’impreparazione del Governo Conte nell’affrontare la pandemia.

Abbiamo diritto alla verità sul Covid” – titola il Corriere della Sera – “anche parziale per non ricadere in futuro in errori analoghi“.

Parla Francesco Borgonovo, vicedirettore de La Verità

Si alimenta uno stereotipo: sostanzialmente l’articolo del Corriere della Sera dice che le indicazioni che si avevano nei primi giorni di pandemia erano sufficienti per l’adozione delle misure più stringenti in assoluto contro il diffondersi del contagio ovunque.
E dice che se non hanno chiuso tanto e subito non è perché non si sapeva niente, ma perché c’è stato un rifiuto dell’enormità degli eventi, quasi una presa di distanza psicologica, della mancanza di competenze dei decisori politici.

Soprattutto dice che valutarono il rischio sanitario rispetto allo stress economico.
Ebbene tutto questo secondo me è radicalmente sbagliato: c’era un piano pandemico che avrebbero dovuto attuare.
Invece di seguire e curare la gente a casa, come prevedeva il piano, hanno spedito le persone in ospedale, sovraccaricandoli.

Avessero messo in moto prima gli strumenti previsti dal piano pandemico, non avremmo dovuto fare quelle chiusure scriteriate che poi abbiamo fatto. Ebbene, tutte queste cose che comportavano ovviamente una spesa, non sono state fatte, quindi alla fine ottieni un sistema che non funziona bene e non sei pronto“.

Redazione

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