Tutto O.K. per gli azzurri anche nella serata di Sassuolo. Inteso ovviamente come le iniziali della magica coppia Osimhen-Kvaratskelia, nuovamente entrambi in rete, nuovamente entrambi autori di una prova sontuosa.
Ciò che impressiona ormai della squadra di Spalletti non è più nemmeno la qualità tecnica dei giocatori quanto la “fame” che ognuno di loro continua a dimostrare a tutto dispetto sia della voragine creata in classifica alle proprie spalle sia dell’imminente riavvio della stagione europea (che mai come quest’anno può costituire un concreto obiettivo).
E questa “fame” continua anche in corso di partita, quando il risultato potrebbe essere gestito “addormentando” la gara, mentre invece la squadra tutta va alla feroce ricerca di ampliare il vantaggio.
Forse è proprio qui il segreto dell’impressionante ruolino di marcia finora mantenuto in campionato: 20 vittorie in campionato su 23 partite giocate.
Esattamente la metà (10) sono le vittorie che mancano per essere pressoché certi del titolo: i 62 punti in classifica sono esattamente i 2/3 esatti dei 93 punti che ad oggi significano la matematica vittoria dello scudetto. Ma è più che verosimile che per vincere il tricolore potrà bastare un punteggio molto inferiore (e quindi davvero ormai vicinissimo).
Già… il tricolore. Il simbolo che è nato proprio a Reggio Emilia e al quale è dedicato il nome dello stadio nel quale gioca il Sassuolo (Stadio “Città del Tricolore).
Stadio che peraltro è stato il teatro dell’ultima cerimonia scudetto della Serie A che ha visto trionfare il Milan di Pioli (a leggerla così… quasi non sembra un caso).
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