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Attualità

Pestaggio Firenze, cosa c’è dietro? La lettera della docente sugli scontri: spunta la “strana” verità

Stupiscono le parole della docente del Liceo di Firenze la quale ha messo in guardia i propri studenti rispetto al pericolo del fascismo. Il riferimento è il pestaggio avvenuto in un liceo di Firenze dove in un ritorno agli anni 70′, giovani fascisti e antifascisti se le sono suonate in perfetta regola. In questo modo hanno avallato la narrazione dominante secondo cui il nemico è il fascismo o il comunismo mentre il neoliberismo è la parte buon per definizione.

Questa narrazione è palesemente assurda dacché finisce per legittimare il totalitarismo glamour del free market. Che esistano sparuti gruppi che utilizzano la violenza e si rifanno ad un fosco passato è evidente ma è evidente anche che essi sono solo gli utili idioti di un potere neoliberale che li utilizza per far credere che la società neoliberale sia ottima anche se attraversata da facinorosi. Chi si presta a questo gioco finisce per essere parte di questa narrazione demenziale.

Il risultato è innocentizzare il sistema della produzione capitalistica facendo credere che il problema sia appunto il fascismo. Il fascismo è stato il problema quando c’era ed è stato sacrosanto il gesto di chi lo ha combattuto. Quello che stiamo vivendo oggi è un antifascismo in assenza di fascismo a sinistra complementare alla pratica dell’anticomunismo in assenza di comunismo a destra. Mediante questo sistema demenziale trionfa sempre e solo il centro neoliberale che passa per essere la parte buona.

Come può la docente di Firenze pensare che per le nuove generazioni sia il fascismo e non la precarietà del lavoro, la vita a tempo determinato, l’impossibilità di costruire una famiglia e di stabilizzare la propria esistenza. Perché non insistere con le nuove generazioni sul fatto che nel tempo del totalitarismo glamour il vero nemico si chiama capitalismo? Oggi non ci sono più il fascismo e il comunismo ma forme folcloriche residuali mentre permane con tutti i suoi drammi il capitalismo.

Diego Fusaro

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