Sampdoria-Napoli era un importante crocevia per lo scudetto.
Per 2 motivi.
1) Perché il Napoli arrivava sotto la Lanterna dopo la prima sconfitta stagionale di San Siro
2) Perché trovava i tifosi e i giocatori della Sampdoria compattati e motivati dalla morte di Mihajlovic e Vialli.
Eppure i partenopei hanno dimostrato di saper mantenere i nervi saldi e non hanno avuto pietà dei blucerchiati.
Neanche l’arbitro si è commosso, concedendo un rigore dubbio agli azzurri – non trasformato da Politano – nei primi istanti della partita.
Il forte divario in classifica tra le due squadre si riscontrava anche in campo, e così, al 19’, Osimehn trovava la rete del vantaggio a cui ha fatto seguito qualche guizzo della Sampdoria mai realmente pericolosa.
Al 39’ l’arbitro si rendeva nuovamente protagonista, espellendo forse in maniera troppo fiscale Rincon, a seguito di un’entrata su Osimehn in fuga sulla fascia destra.
Si arrivava così al termine del primo tempo con il Napoli in vantaggio di un gol e di un uomo.
Il secondo tempo si caratterizzava per una gestione del campo e del possesso da parte degli uomini di Spalletti fino all’81’ quando arbitro e Var tornavano al centro della scena, concedendo il secondo rigore per il Napoli a causa di un fallo di mano in area di Vieira. Dal dischetto si presentava Elmas, che non perdonava, e portava il punteggio sullo 0-2 finale.
Qualcuno forse oggi ironicamente potrebbe parlare di “vento del sud” ma non è questo che sta spingendo il Napoli in vetta, quanto piuttosto, solidità, concentrazione e concretezza.
Vittorio de Gaetano
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