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I giornali “confondono” regali con prestiti. Dovremo restituire tutto all’Europa, con gli interessi

Sembra che si sia aperto un dialogo tra Commissione dell’Unione Europea e il governo. Nell’incontro a Milano tra il presidente Mattarella e Ursula von der Leyen, l’Italia ha ricordato la necessità di predisporre i dovuti aggiustamenti al PNRR necessari per fare fronte all’aumento dell’inflazione, dei costi, dell’energia e delle materie prime conseguenti alla guerra in Ucraina. Modifiche che il presidente Mattarella dice: “Non devono interessare le riforme, sulle quali non devono esserci cambiamenti”.

Sempre sull’applicazione del PNRR, Il ministro degli Affari europei, Raffaele Fitto, ha dichiarato di avere intrapreso un costante contatto con Bruxelles dal suo insediamento e di lavorare “per fare sì che i fondi possano essere utilizzati nel modo migliore sempre lavorando con flessibilità necessaria dovuta al sopraggiungere di eventi sovranazionali”. Il problema è che questi fondi vengono allocati a piacimento dell’Europa e non secondo gli interessi veri del Paese Italia. E se von der Leyen non ci ricorda dei 190 miliardi, sarebbe doveroso fare capire agli italiani che questi soldi non sono un regalo e che prima o poi questa somma va restituita. Insomma, nessuno regala niente a nessuno. Ora io vi sto commentando sostanzialmente delle notizie apparse da quotidiani. Ma quale dialogo? Di che cosa stanno parlando.

Il PNRR e tutta l’impostazione che viene raccontata dei cosiddetti fondi perduti europei è un cumulo di mezze verità, nel senso che in realtà questi soldi arrivano come un regalo, con la piccola differenza che quel regalo poi va pagato. Ora io non ho mai visto un regalo che poi va rimborsato, ed è esattamente quello che succederà. L’Italia non solo è già garante di tutta la parte dei prestiti ma su tutta la parte dei contributi dei fondi che vengono dati. Noi dovremo rimborsare nell’arco di un medio lungo termine questi soldi, perché in realtà o ci saranno degli aumenti di tasse da parte dell’Unione Europea o li dovremo trasferire all’Unione europea attraverso delle tasse che saranno tasse italiane, quindi alla fine paga sempre Pantalone. In economia non ci sono i soldi gratis: in economia c’è qualcuno che i soldi li produce poi c’è qualcuno che li stampa, ma si chiama Banca centrale europea e non Unione europea. Non fatevi infinocchiare. Buona economia umanistica.

Valerio Malvezzi

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