Li chiamano “Fact checkers”, ma spesso sono loro a divulgare notizie false. “Paladini della verità o cani da guardia di una ben determinata ideologia?” Si chiede il blogger Roberto Demaio. Nonostante gli attacchi di queste figure siano avvenuti anche nei suoi confronti (Demaio si occupa di monitorare chi dice di fare fact checking), il blogger ha visto l’attenzione nei suoi confronti, così come i numeri sui social, crescere col tempo.
“Sebbene abbia ricevuto numerosi attacchi sul web, sentirsi dire che alla fine dei conti si è dalla parte giusta è una soddisfazione incredibile. In famiglia sono tutti molto vicini a me e al lavoro che faccio, così come i miei amici. I miei conoscenti inizialmente erano molto critici, oggi invece apprezzano molto il mio impegno su precise questioni”.
Nel suo lavoro hanno grande importanza i dati: “Come ha sottolineato più volte Diego Fusaro, i dati sono tali perché qualcuno te li dà. Bisogna considerare non solo il modo, ma anche lo scopo per cui vengono prelevati. Lo scopo dei tamponi, per esempio, era salvare vite. Era quello il loro scopo primario, non diventare un dato. Nel mainstream questo non lo abbiamo mai sentito dire.
Demaio è attivo soprattutto su Instagram, ma anche su altre piattaforme. “Il mio obiettivo è arrivare alla sera e potermi dire che ho fatto tutto il possibile per migliorare la società in cui vivo. Per questo reagisco positivamente a ogni ostacolo”.
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