Servono i rigori per decretare la quinta qualificata agli Ottavi di finale del Mondiale. Tra Croazia e Giappone vincono i nervi dei balcanici, che domano gli avversari solo ai calci di rigore. Dagli 11 metri segna il solo Asano: i Samurai sbagliano 3 tiri su 4, tutti parati da Dominik Livakovic. Per i croati un solo errore, quello dell’ex Inter Marko Livaja, mentre è Pasalic a spedire i suoi ai quarti in assenza delle stelle Perisic e Modric, usciti prima della lotteria finale.
La partita è dominata dalla tattica. Il Giappone, diversamente dalle uscite contro Spagna e Germania, parte forte e cerca di proporre il suo gioco con un buon fraseggio e trame in ripartenza. La Croazia, che ha più qualità, prova a imporre il palleggio dominando il possesso palla e i passaggi. Al gol nel primo tempo di Maeda, abile a bucare Livakovic sfruttando una palla vagante in area, ha risposto Perisic nella ripresa con un colpo di testa potente e preciso. Poi, supplementari con pochissime occasioni e i rigori, che premiano la formazione più esperta. Grande merito però al Giappone, che ha giocato alla pari. Per sfatare la maledizione della quarta partita (i nipponici non hanno mai giocato più di quattro match ai Mondiali) servirà un altro tentativo.
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