Uno indagato per finanziamento illecito nella campagna elettorale 2017/22, l’altro non indagato né raggiunto da avvisi di garanzia, ma sommerso da una vicenda che lo coinvolge politicamente.
Macron e Soumahoro però una cosa in comune la hanno, secondo Gianluigi Paragone: si fregiano entrambi di far parte della parte buona della storia, dei deboli, degli indifesi. Allora la questione non è più parlare di colpevolezza, perché la presunzione di innocenza è un elemento cardine del nostro sistema giuridico, ma un tipo di racconto tutto focalizzato su di sé come immagine immacolata della parte giusta del mondo, costa. E costa caro.
Questo perché ergersi a difensori degli ultimi è lecito e giusto, ma poi la questione vera è che devi essere inattaccabile. Non sappiamo se il presidente francese e il deputato autosospesosi dal suo partito dimostreranno la loro innocenza (o quella dei familiari) davanti ai magistrati. Possiamo augurarcelo, visto che l’accusa di aver assegnato importi pubblici alla società americana McKinsey per cifre colossali insieme a quella di decine di migliaia di euro non erogate regolarmente ai lavoratori della cooperativa della propria moglie sono macchie enormi da ripulire. Certo è che chiunque fa politica sa che vendersi in un certo modo ha un determinato prezzo. E può essere vertiginoso.
Il commento di Gianluigi Paragone.
C'è un tema che nelle ultime settimane si sta imponendo con una forza inaspettata, e…
La Roma continua a lavorare per Rodrigo Mora, uno dei giovani più interessanti del Porto.…
Il Centro Studi di Confindustria delinea uno scenario economico complesso per l'avvio del terzo trimestre…
Negli ultimi giorni le voci su un possibile stop alla trasferta dei tifosi della Lazio…
Abbiamo costruito un mondo di regole e costituzioni che dicevano di tutelarci, e invece no.…
"Mai l'Italia in mano alla sinistra": così ha solennemente dichiarato nei giorni scorsi il prode…