Era da un po’ di minuti che l’Inter aveva consegnato una ventina di metri di campo, come mostrava anche lo sbracciarsi concitato di Barella, più che altro perché il numero 23 interista era stato il primo a rendersi conto che l’Inter non riusciva più a dettare i tempi del gioco, mentre alla Juventus di conseguenza stava riuscendo sempre più spesso la frantumazione del fraseggio nerazzurro.
Al minuto 52 quella che era diventata un’ipotesi sempre più spendibile, si traduce in realtà grazie a una transizione gestita in modo efficacissimo dagli uomini di Allegri: l’alleggerimento regala una corsia preferenziale a Kostic sulla corsia sinistra; il serbo sa dove andare e soprattutto come, perché ha prima inquadrato la disposizione dei compagni nella metà campo interista. In particolare, Rabiot gli ha indicato la porzione d’area dove andrà a ricevere il pallone: quando Kostic effettua l’assist, il francese ha già l’intenzione focalizzata sul palo più lontano, anche se con la postura sembra orientato più verso il primo legno; invece apre l’anca per cercare non solo la precisione della traiettoria, ma anche il controtempo con il quale sorprende Onana.
Gol pregevole per costruzione ed esecuzione. Soprattutto, evidenzia da parte di Rabiot un’intensità atletica e un’autorevolezza nell’ assumersi la responsabilità di una simile giocata che nella scorsa stagione non avremmo nemmeno lontanamente immaginato.
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