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Caro bollette, il salasso è dietro l’angolo ▷ “Non sapere questi dettagli del vostro contratto potrebbe costarvi caro”

Dopo settimane di duro lavoro il pool che abbiamo creato tra avvocati e tecnici ha trovato la via giuridica per inchiodare le società energetiche che stanno facendo danni veramente irreparabili con un comportamento assolutamente fuori dagli accordi e totalmente illegittimo“. L’iniziativa legale promossa da Radio Radio contro il caro bollette prosegue a gonfie vele con le prime novità concrete arrivate la scorsa settimana: l’Autorità Garante della Concorrenza ha già emesso quattro provvedimenti nei confronti di quattro società energetiche, e altre 25 – praticamente la totalità – devono dare delle risposte urgenti.

Intanto però le risposte vanno anche date a chi si è visto recapitare recessi unilaterali o tariffe gonfiate all’inverosimile: in molti casi non conoscere alcuni dettagli del contratto con il proprio fornitore può addirittura peggiorare la situazione, mettendo il consumatore alla mercé di condizioni che, fossero state chiarite dall’inizio, sarebbero risultate ovviamente inaccettabili.
Insieme all’avvocato Claudia Abatecola abbiamo analizzato alcuni casi di contratti irregolari e le possibili soluzioni a contratti regolari, ma siglati senza una reale conoscenza dei dettagli che stanno strozzando migliaia di famiglie e imprese.

Se è il vostro caso può interessarvi questa mail: tutelacarobollette@radioradio.it. Potete scrivere lì o mandare ora un messaggio al 3775104500 scrivendo il vostro nome o il nome dell’azienda che rappresentate. Vi metteremo in contatto con questo pool per verificare se il contratto sottoscritto è violato o è del tutto applicato.

Intanto analizziamo problemi e soluzioni qui.

I dettagli essenziali da conoscere

“Molti non sanno individuare che tipologia contrattuale hanno sottoscritto. Il mio consiglio per chi vuole cominciare a fare chiarezza è ad esempio sapere se ha siglato un contratto di mercato libero o regolamentato. Questo perché il mercato libero oggi è bloccato sulle tariffe grazie al DL Aiuti-bis, che le ha bloccate fino al 30 aprile 2023. Il mercato regolamentato invece prevede già delle tariffe per una certa durata, quindi va rispettato.

Tra le società di energia non tutti stanno rispettando quelle che sono state le direttive del DL Aiuti e dell’Arera, che è l’autorità di controllo dell’energia e delle reti. Quindi oggi ci troviamo in una situazione dove un cliente, pur trovandosi in regime di mercato libero – quindi bloccato – si è visto recapitare delle comunicazioni in cui veniva avvisato del cambiamento delle tariffe da lì a breve. Ecco perché l’intervento dell’autorità e il provvedimento nei confronti di talune compagnie che si erano mosse in questo senso e che, secondo quanto stabilito dall’autorità di regolamentazione, devono inviare una comunicazione a tutti i clienti in cui tornano indietro e comunicano la vigenza del vecchio piano tariffario”.

Per quanto riguarda il regolamentato cosa sta avvenendo?

“Che le compagnie inviano la comunicazione dicendo che è diventato svantaggioso mantenere quel contratto, quindi applicheranno la nuova tariffa, altrimenti recedi dal contratto. Peccato che anche questo non sia possibile, a meno che non ci troviamo in un’altra situazione: quando nel contratto abbiamo uniti luce e gas, si prevedono delle indicizzazioni annuali secondo il mercato. Lì legalmente non possiamo fare nulla, perché si presume che il cliente fosse consapevole di aver sottoscritto un contratto con prezzi che si sarebbero mantenuti per un solo anno, ma poi sarebbero stati rimodulati ogni anno a febbraio”.

E se il contratto è regolare?

“Purtroppo io credo che il 99% delle persone che hanno scritto questi contratti con indicizzazione annuale non ne fossero consapevoli.
Sul sito dell’Arera ricavi qual è il gestore più conveniente nella tua zona. L’unica possibilità è trovare maggior risparmio in un altro competitor.
Un’altra cosa che stiamo vedendo sono le lettere di recesso inviate dalle compagnie in cui invocano la forza maggiore, cioè dicono “non riusciamo più a sostenere il prezzo d’acquisto dell’energia a causa di questi costi, quindi non possiamo tenere in piedi il contratto”. Ricordiamo a tal proposito che non ci può essere un recesso unilaterale (direttive dell’autorità) a meno di un preavviso di almeno sei mesi. E comunque il recesso di un contratto ancora vigente va stabilito da un giudice. Da legale di un consumatore io chiederei la prova della forza maggiore: non puoi banalmente parlarmi dela guerra in Ucraina, devi provarmi che il costo è davvero insostenibile”.

Redazione

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