“Alla Juventus si sta concludendo un ciclo lunghissimo con molte luci ma anche tantissime ombre. Con un finale il cui inizio possiamo collocarlo a quando è stata presa la decisione di prendere Cristiano Ronaldo“.
A parlare è il direttore della Gazzetta dello Sport Stefano Barigelli, che colloca la crisi causa delle dimissioni di massa in un punto preciso: “Da quel momento secondo me la Juve ha perso un po’ il controllo, rovinando anche un club e una squadra che fino ad allora aveva i conti in ordine.
La voglia di conquistare un posto in Europa di primazia e di competere alla pari con il Real Madrid e i grandi club europei è stata la chiave sbagliata con cui la Juve non è riuscita più – complice anche il covid – a riprendersi.
Poi si sono inanellati gli errori e si è arrivati a questo punto“.
Tante le domande a cui si troverà risposta solo nelle carte processuali. Carte che per ora restano penali e non coinvolgono il diritto sportivo: “Mi preme dire una cosa: la Juve è divisiva nel calcio italiano come lo era in politica Berlusconi. Il nostro ora è un sistema molto debole e la Juventus è un patrimonio del nostro calcio. Dobbiamo tutti augurarci che esca da questa crisi, arrivo a dire che dovrebbero augurarselo tutti i tifosi italiani, perché il nostro calcio tutto può permettersi, meno che fare a meno della Juventus“.
Questo l’editoriale di Barrigelli a ‘Radio Radio Lo Sport’.
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