Vaccini, Bourla richiamato in audizione ▷ “Von der Leyen però non è stata chiamata”

Non si può non parlare del discorso di Giorgia Meloni alla Camera dei Deputati. Le sue sono state parole belle, condivisibili, ma continuo a credere che sul Covid bisogna darsi una mossa, cancellando quanto prima gli obblighi e le restrizioni. Per non parlare della necessità di fare chiarezza sulla gestione della campagna vaccinale. A tal proposito, però, qualcosa sembrerebbe muoversi: pare infatti che la commissione d’inchiesta proposta da Riccardo Molinari (Lega) si possa fare.

A onor del vero, però, il neo-Presidente del Consiglio sul punto è stato chiaro: ‘L’Italia ha adottato le misure più restrittive dell’intero Occidente e nonostante questo ha registrato i peggiori dati di mortalità e di contagi: non replicheremo in alcun modo quel modello’. Mi pare evidente, dunque: il virus sarà uno dei grandi temi dell’opposizione perché se dovessero risalire i contagi, subito Speranza e soci attaccherebbero il Governo.

Ma la pandemia continua a far tremare i polsi anche a Bruxelles. Tramite l’Onorevole Francesca Donato, il Parlamento Europeo ha invitato per una seconda volta Albert Bourla in audizione. Perché? E’ bene ricordare i numerosi messaggi scambiati dal CEO di Pfizer con Ursula von der Leyen quando c’era da stipulare i contratti sui vaccini. Messaggi di cui, a oggi, tutti ignorano il contenuto, anche perché la numero uno della Commissione Europea non ci ha girato molto intorno: quei messaggi non esistono più. Cancellati. Spariti. Puff. Bourla era stato chiamato in audizione al Parlamento proprio per riferire in merito a quello scambio. Peccato non si fosse presentato, mandando al suo posto Janine Small che, ironia della sorte, aveva fatto più danni che altro, ammettendo l’assenza di controlli sui vaccini.

Adesso, quindi, il CEO di Pfizer è atteso nuovamente a Strasburgo. Non contento, stavolta il Parlamento Europeo chiede l’accesso a tutti i documenti relativi alle negoziazioni preliminari del contratto sui vaccini nonché l’invio di una lettera alla von der Leyen per lamentare la mancanza di trasparenza sul tema. L’aspetto curioso, però, è che il Parlamento non ha accettato di chiamare in audizione anche la stessa Presidente della Commissione. Vedremo…

Francesco Borgonovo

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