Prima conservatore, con tanto di battaglia alle ONG, poi europeista, primo collaboratore del PD; prima chiusurista, con coprifuoco e restrizioni, poi barricadiero e socialista, quando nasce il governo Meloni. Uno, nessuno, centomila Conte. Il leader grillino suscita oggi ancora un forte fascino in chi analizza la politica, ma la domanda sulle sue mille posizioni più una è sempre la stessa: è più poliedrico (e quindi bravo) o più opportunista a caccia di consensi?
Di certo il piano politico dell’ex premier è solo uno: si chiama Conte Ter. Tornare a Palazzo Chigi è il vero sogno di Giuseppe Conte secondo il retroscenista politico Marco Antonellis.
Il piano per riuscirci passa, ovviamente, per il consenso dell’area di centrosinistra: primo step “superare il PD alle prossime europee per poi mettersi a capo di un’alleanza di centrosinistra che chiameranno in un altro modo, ma sempre quella roba è”.
Solo allora partirà la guerra vera al centrodestra e a Giorgia Meloni, ma per mettere davvero in difficoltà la tenuta dell’esecutivo prima della fine naturale della legislatura, Conte non può sperare che nella “scheggia impazzita” Berlusconi.
Ironia del destino: il nemico numero uno di un tempo è adesso l’unica speranza perché il governo scricchioli. Non un ennesimo volto nuovo per Conte, più una posizione costretta, cercando di erodere voti al PD, senza accostarvisi troppo (onde evitare di scottarsi).
L’analisi di Marco Antonellis.
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