Ultima notizia sul caso Dugin: il New York Times rivela, secondo fonti informate e istituzionali americane, che dietro l’omicidio di Darya Dugina, figlia del filosofo russo Aleksandr Dugin, ci sia Kiev. La ragazza è stata uccisa da un ordigno posto sull’auto in cui viaggiava. A cosa serve che questa notizia esca? Le fonti statunitensi stanno mandando un messaggio, forse è il caso di fermare la dinamica Russo-Ucraina?
Parallelamente si diffondono notizie contrastanti sul rapporto tra Giorgia Meloni e Mario Draghi: prima costruttivo, poi avverso. La nostra classe politica, come solito, si ritrova al centro delle tempeste mediatiche non per discutere di obiettivi comuni (come, ad esempio, diminuire l’aumento del prezzo del gas) ma per battibecchi personali.
Continuano le proteste contro l’oppressione delle donne in Iran e nel resto del mondo, questa volta è il turno delle attrici che si tagliano una ciocca di capelli come simbolo di solidarietà. Attenzione però, vi sono due facce nella stessa medaglia. Vediamo pro e contro.
00:00 – Il ribaltamento del caso Dugin, Kiev sotto inchiesta?
03:10 – Zelensky firma un decreto di ‘non trattamento’.
4:00 – Pnrr: la leader di Fratelli di Italia improvvisamente diventa nemica di Draghi?
8:00 – La protesta delle attrici per liberare il popolo iraniano.
18:00 – La Stampa contraddice Repubblica: confusione sul rapporto Meloni-Draghi.
21:14 – Roberto Cingolani e il prezzo del gas modulare.
28:00 – Moody’s riforme, il commento.
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