Cancel Culture all’attacco: ecco il nuovo obiettivo ▷ Scandurra lancia l’allarme: “Fenomeno pericoloso”

La foto di Mussolini al MISE scatena feroci polemiche. La cosiddetta Cancel Culture sta iniziando a spopolare anche in Italia evidentemente. Negli Stati Uniti in tempi non sospetti l’ira iconoclasta ha fatto cadere simboli poco apprezzati sulla scia della morte di George Floyd nello stato del Minnesota.

Bersani non le ha mandate a dire nei giorni scorsi su Twitter: “Mi giunge notizia che al MISE sarebbero state esposte le fotografie di tutti i ministri, Mussolini compreso. In caso di conferma, chiedo cortesemente di essere esentato e che la mia foto sia rimossa“. Cosa fare quindi con la storia secolare dello stivale? Gettare ogni cosa dalla finestra con il pericolo di foraggiare fatti e fenomeni deprecabili accaduti in passato? Il dibattito è più che mai aperto.

L’intervento in diretta del giornalista cattolico e saggista Maurizio Scandurra

La Russa? persona di grande intelligenza

Ho avuto modo di conoscere Ignazio La Russa negli anni passati incontrandolo a cena in cui ha dato sfoggio di una vasta cultura direi singolare per un politico di lungo corso come lui. Ha dimostrato di essere un uomo intelligente anche nel commentare le considerazioni di Bersani sull’immagine di Mussolini presente nelle stanze del Mise. Togliere la foto di Mussolini sarebbe come pretende di togliere dal Vangelo tutta la parte relativa a Barabba o la parte di Golia nell’Antico Testamento“.

Cancel Culture? Un pericoloso fenomeno

Quella che inglese si chiama Cancel Culture rischia di diventare un fenomeno pericolosissimo. Cito due casi. Il primo è quello accaduto in piena pandemia di George Floyd, quel ragazzo di colore ucciso da un poliziotto di Minneapolis perché sospettato di essere uscito da un negozio con una banconota contraffatta. Ricordiamo che in quel periodo negli USA ci fu un fenomeno iconoclasta molto forte di cancellazione di tutte quelle immagini che potevano ad una cultura razzista. L’altro caso, dei primi anni novanta, coinvolse Woody Allen. Il regista e attore fu sottoposto a un abominio perché accusato dalla moglie di aver abusato o compiuto violenze sulla figlia. Ricorderete che lo stesso Allen non riuscì per questo a pubblicare la propria biografia negli Stati Uniti, oltre a tutte le altre difficoltà lavorative in quel periodo“.

La foto di Mussolini al MISE? Vi spiego perché deve restare al suo posto

La cancellazione di ciò che non è conforme al disegno unico globale è una bestemmia. Un peccato che sottolinea da un lato l’imbecillità di coloro che propendono per togliere questa o quella foto. Io ritengo invece che la foto di Mussolini debba essere mantenuta, come debbono essere mantenute tutte le cose invise a certo mondialismo. Attraverso il monito noi impariamo a non commettere più l’errore. Guardando il volto di Mussolini impareremo a prevenire che nascano altri Mussolini. Se togliamo il luogo del crimine autorizzeremo nuovi nazi-fascismi“.

Un Giorno Speciale

Recent Posts

  • Featured

Si incrina il rapporto D’Amico – Gasperini? ▷ Camelio: “Ecco nomi e cognomi su cui non c’è intesa”

Il calciomercato della Roma entra in una fase delicata, sospesa tra le priorità tattiche di…

13 ore ago
  • Attualità

Carlson riapre il vaso di Pandora sull’11 Settembre ▷ Vivaldelli: “C’è qualcuno che oscura”

Negli Stati Uniti torna a riaccendersi il dibattito su uno dei temi più delicati della…

14 ore ago
  • Featured

Non solo “escursionisti”: l’altro sfondone RAI di cui nessuno parla | Claudia Carpinella

Un servizio del Tg2 dedicato agli scontri in Cisgiordania ha riacceso il dibattito sul linguaggio…

14 ore ago
  • Featured

Duranti smonta le bufale sul cloud seeding: “Ci metto il carico da 90, ma non fatevi ridicolizzare”

Il tema della modificazione artificiale del clima — cloud seeding, inseminazione delle nuvole, tecniche di…

14 ore ago
  • Featured

Dybala e Cristante faccia a faccia: scatta il battibecco durante Cardiff – Roma

Non è bastata la pesante sconfitta per 4-1 contro il Cardiff City a far calare…

17 ore ago
  • Featured

Il monopolio che l’Italia ha tenuto per 50 anni: ecco la sentenza che liberò radio e tv | Con l’Avv. Barneschi

Il 28 luglio 1976, esattamente cinquant'anni fa, la Corte Costituzionale mise fine — almeno in…

18 ore ago