Spunta l’ultima trovata della Cancel Culture, l’affondo di Michetti ▷”Vogliono negare la storia”

Pierluigi Bersani chiede la rimozione del quadro di Mussolini presente all’interno del Ministero dello sviluppo economico insieme alle foto di altri ministri. Richiesta accolta così da evitare polemiche e strumentalizzazioni. Una scelta che non è piaciuta a molti. Tra questi, Enrico Michetti, fondatore della Gazzetta Amministrativa, il quale puntualizza che non è possibile cancellare la storia con la rimozione di un quadro.

Il mondo di oggi volge sempre di più verso il politically correct e le polemiche sono diventate innumerevoli in qualsiasi contesto. Si va verso il puro fanatismo ma la storia non si può negare, i libri venivano bruciati per rimuovere i personaggi che non piacevano proprio dai Nazisti stessi, le censure alla persona un tempo non si facevano, oggi invece se si decide che qualcuno non è adeguato viene preso di mira sia dai giornali che dai cittadini e si cade nella trappola dei pregiudizi. Ciò non avviene solo in ambito politico: basta pensare, ad esempio, a Francesco Baccini, criticato per le parole della canzone “Le donne di Modena”. Bisogna rendersi conto, però, che alcune cose scritte in altri tempi – anche se non rappresentano la realtà odierna – al momento della loro creazione non destavano tabù.

La storia è importante e soprattutto è ancora più importante conoscerla a fondo perché questo è l’unico modo di aumentare la consapevolezza per poi magari riuscire risparmiare errori futuri. Enrico Michetti, parlando della rimozione del quadro di Mussolini, spiega: “Si crea una casella vagante, un vuoto. Chi ti dà il diritto di creare quel vuoto? Credo che l’atto dal punto di vista legislativo sarebbe illegittimo perché ci sarebbe un eccesso di potere in capo a tale soggetto, per lo meno dovrebbe essere la comunità a determinarne la rimozione”. Michetti illustra in seguito la difficoltà di tale decisione: “A questo punto dovremmo togliere tutto ciò che rappresenta il fascismo nell’edilizia, potremmo sdraiare l’Eur simbolo di essa, dovremmo sdraiare anche il Ministero dell’Industria progettato da Piacentini, l’architetto del regime, bruciare i libri del fascismo, rimuoverlo dai libri di storia, ma questo lo facevano i Nazisti e i comunisti nei periodi delle dittature perché li non si poteva avere un pensiero diverso”. Viene poi specificato il fatto che c’è la volontà di rendere il cittadino una sorta di “malato di Alzheimer” senza memoria o al più con una memoria che ricorda solo alcuni tratti: quelli accettati da tutti.

Parlando poi dell’importanza di conoscere il passato nei dettagli: “Bisogna raccontare le cose nei minimi dettagli per evitare che in futuro possano riaccadere. Conosco tante persone che hanno una certa età io mi fermo spesso a parlare con loro e mi faccio raccontare essendo che hanno vissuto le cose con i propri occhi, in loro assenza perderemo un patrimonio. Questa dovrebbe essere la curiosità dei giovani, non rimuovere ma aggiungere. Quando a un puzzle metti tutte le caselle prendi la decisione migliore perché hai il quadro perfetto”.

Redazione

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