La campagna elettorale è ormai entrata nel vivo. Ho avuto personalmente modo di confrontarmi, l’altro giorno, con un esponente del Partito Democratico e con un esponente di Fratelli d’Italia.
Lungi da me voler fare polemica o attaccare l’avversario – non credo che la campagna elettorale vada fatta in questo modo – devo però ammettere che sulla questione specifica della guerra in Ucraina i due partiti, apparentemente agli antipodi, hanno invece assolutamente la stessa idea: continuare ad inviare le armi in Ucraina, continuare la contrapposizione alla Russia e soprattutto di continuare con le sanzioni alla Russia.
Le stesse sanzioni che stanno ormai avendo delle conseguenze drammatiche sull’economia italiana e sul tessuto economico delle piccole e micro imprese italiane, ma non solo: presto verranno bloccate anche le grandi produzioni, anche i grandi poli industriali che non potranno più andare avanti con il caro energia e con il caro gas.
Parliamo quindi di sanzioni che stanno per radere al suolo la nostra economia ed è assurdo che i grandi partiti – quelli che faranno parte del futuro governo e quelli che faranno parte della futura opposizione – siano d’accordo proprio su questo punto cruciale e che restiamo noi, fino a prova contraria, di Italexit gli unici che continuano a gridare in tutte le piazze: no alla guerra, no all’invio di armi e no alle sanzioni alla Russia. Il tutto per difendere sempre e solo l’interesse nazionale italiano.
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