In tempo di elezioni, c’è sempre un gran parlare di par condicio, quel principio (che talvolta – come in Italia – diventa anche legge) che imporrebbe ai mass media di garantire una eguale visibilità a tutte le forze politiche. Non è altro che un’estensione del principio – democratico per eccellenza – del pluralismo, caposaldo di ogni Stato di diritto. A volte, però, succede che la par condicio sia solo di facciata, un tentativo burocratico di mettere il bavaglio. Fabio Duranti ne ha parlato in diretta.
“Sono molto felice del nostro gruppo perché anche durante il periodo di elezioni noto un grande pluralismo, che non sento dalle altre parti. Qui si ascoltano tutte le voci. Noi facciamo una par condicio reale, non stiamo a vedere i minuti e i secondi, queste sono pu**anate da regime, da sistema inutile per la democrazia perché è il pluralismo che fa la vera democrazia, essere in tanti, avere tutti la stessa possibilità”.
“Ci stanno togliendo la carta, le frequenze, tutto, quindi dobbiamo reagire anche a questa libertà che non c’è. Oggi ci stiamo rendendo conto che tutti i giornali mainstream sono schierati, anche le trasmissioni sul servizio pubblico. C’è il tiro al piccione, la par condicio è finta, è solo un orpello burocratico per mettere a tacere il pluralismo. Non dobbiamo nasconderci, è ipocrita un’Annunziata che ci dice di essere terza: non lo è, difende uno schieramento politico, un’ideologia. Invece, bisogna essere più onesti. La libertà è questa. Sta accadendo che sì, c’è la libertà di stampa qui da noi, ma se dici qualcosa di diverso dal pensiero dominante (che ovviamente parte oltreoceano, visto che la regia è lì) vieni bastonato, escluso da ogni gioco di potere, dalle economie”.
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