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Economia

Boomerang sanzioni: “Colpiscono solo noi” ▷ La dura verità: “Governo corresponsabile delle bollette”

Al Meeting di Rimini, il Presidente del Consiglio Mario Draghi è stato accolto tra gli applausi. E questo nonostante i costi delle bollette continuino a piagare le famiglie italiane. Come mai tutto questo entusiasmo allora? La risposta prova a darla il Prof. Michele Geraci, economista ed ex Sottosegretario allo Sviluppo Economico nel Conte I: “Penso che in Italia si è creata questa narrazione in cui si disconnette la figura di alto profilo del Presidente Mario Draghi, che quindi riscuote applausi e consensi, da quello che ha effettivamente fatto, ossia scelte non ottimali. Gran parte della popolazione credo si focalizzi più sulla prima parte e non ha ancora assorbito – perché gli effetti sono un po’ ritardati – alcune scelte. I problemi arrivano un po’ più tardi e nel frattempo ci si perde negli applausi: secondo me il Governo è corresponsabile di questo aumento delle bollette“.

Su Twitter, il Professor Geraci ha pubblicato diverse slide in cu mostra come le sanzioni verso la Russia non stiano provocando gli effetti negativi attesi verso Mosca, mentre ne starebbe creando diversi nei confronti dell’Italia. In un grafico, ha analizzato l’andamento del prezzo del gas, che ha cominciato ad aumentare prima del 24 febbraio, quindi prima dell’inizio dell’invasione russa, per poi avere un picco al momento dell’invasione. Infine, un terzo picco che non si capisce da cosa sia determinato. Secondo Geraci, “la terza fase, quella da maggio-giugno a oggi, è causata dalle sanzioni minacciate dall’Unione europea perché quando si minacciano sanzioni è come se si imponesse al fornitore – ossia la Russia – di uscire dal mercato, quindi togliendo dal mercato uno dei più grandi fornitori di gas e di petrolio, è chiaro che i prezzi aumentino. Un’idea, quella di non comprare gas dalla Russia, basata sull’emotività e non su delle analisi. Purtroppo questa terza fase, fino a 300 dollari, è causata dalle scelte dell’Unione europea e dal resto dell’Occidente”.

E poi: “La narrazione ‘sacrifichiamoci per la pace’ è condivisibile, il problema è che questo nostro sacrificio non porta alla pace, ma porta a più soldi nelle casse di Putin: è un sacrificio che facciamo noi ma che finanzia la guerra. Noi ci sacrifichiamo e la Russia incassa: negli ultimi sette mesi ha raggiunto un surplus commerciale di 192 miliardi di dollari, il quadruplo di quanto l’Italia fa in un anno intero. Le sanzioni funzionano quando sono 199 Paesi contro 1; quando 40 le impongono maldestramente e gli altri 150 continuano a commerciare, è chiaro che sono sanzioni fatte da una minoranza del mondo che non possono avere efficacia. E in ogni caso, le sanzioni non funzionano mai per i cambi di regime, non è successo con Fidel Castro”.

Alla luce di questi dati, perché si va avanti su questa strada allora? “Penso che ci siano due fattori: l’emotività iniziale che ha colpito tutti noi, poi c’è un problema di ‘ancoraggio‘: quando uno ha un’idea, è difficile distaccarsene nel tempo e ammettere che si ha torto. Poi c’è un problema politico perché qui si è creata la narrazione che le sanzioni funzionano e ci vuole coraggio a dire che non è così.

Proprio in occasione del Meeting di Rimini, il Segretario della Lega, Matteo Salvini, ha ventilato l’ipotesi di rivedere le sanzioni, un’ipotesi con cui Geraci concorda pienamente: “Bisogna rivedere le sanzioni come dice Salvini”. Ma al di là di chi ha ragione e chi ha torto, in vista di un inverno che ormai evidentemente sarà più freddo del solito, quale è la soluzione? L’esperto non ha dubbi: “Va annunciato che la Russia può rientrare nel mercato dell’energia globale”.

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