È ormai iniziata la corsa contro il tempo per arrivare pronti alle elezioni del 25 settembre: i partiti dominanti non hanno le stesse preoccupazioni dei dissidenti, di quell’opposizione che dal popolo nasce e che dello stesso vuole rivendicare il diritto ad esprimersi davvero. Questo è anche il caso di Mario Gallo, Segretario Nazionale di Ancora Italia, che ha ben chiare le indicazioni “disattese dalla Costituzione”: tra il 12 e il 14 agosto si dovranno depositare i simboli, il 21 e il 22 agosto le liste dei candidati e ci sarà lo stop dei sondaggi dopo il 10 settembre. Perciò pochissimo tempo ma tanto su cui lavorare, una mossa alquanto disillusa.
“Rappresento l’Italia sovrana e popolare. La questione si pone nei seguenti termini: questo è il colpo di coda finale di un sistema morente che ha approfittato delle sue ultime possibilità di tenersi in piedi indicendo queste elezioni il 25 settembre, ponendo l’obbligo e i termini per gli accordi delle firme con termine il 22 agosto”. Nel caso di Gallo si presenterà Italia sovrana e popolare: “È veramente complesso, è una sfida importante ma noi non ci sottrarremo. Da stasera saranno disponibili in tutte le città di Italia i banchetti per apporre la propria firma. Noi dobbiamo piantare alberi sotto la cui ombra non ci siederemo probabilmente”.
Mario Gallo è anche un avvocato che, di fronte a questa burocrazia malamente ‘riordinata’, dove i fondamenti della democrazia vengono messi da parte a favore degli interessi dei soliti gruppi elitari, afferma a gran voce che “L’articolo 49 della Costituzione sancisce chiaramente che bisogna garantire a tutti i cittadini associati che bisogna garantire a tutti i cittadini associati in partiti politici di poter concorrere alle elezioni per determinare la linea politica nazionale. Questo dettame costituzionale è stato disatteso, come tanti altri in questi ultimi due anni. La Costituzione va presa sulla nostre spalle“. E tutta quella facilitazione sul fronte digitale: smart working, Green pass portatili (chi più ne ha, più ne metta) non hanno dato il via anche a qualcosa di simile per aiutare i cittadini italiani ad esprimere un’opinione sul futuro del Governo? “Da tutte le parti stanno (a detta loro) semplificando attraverso la tecnologia, perché non si è pensato di abolire tutto questo passaggio burocratico in questa fase e far firmare i sottoscrittori sotto la firma digitale? Penso che tutto questo sia voluto, le persone potrebbero firmare dal luogo in cui si trovano, i tempi sarebbero stati stretti ma si sarebbe data la possibilità concreta a chi avesse voluto partecipare di sottoscrivere le liste. L’intento è chiaro, è specifico: è quello di fare in modo che non riescano tutti a partecipare a questa competizione elettorale”.
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