Dopo aver ricevuto il premio Nobel nel 2013, il biologo e professore alla University of California, Randy Schekman denunciò il sistema chiuso delle principali riviste scientifiche internazionali. Le parole di Schekman squarciarono il velo sui meccanismi di attribuzione dei criteri di rating di ogni rivista e soprattutto il grave conflitto d’interesse con Big Pharma.
Secondo Schekman l’eccessivo peso politico di tali riviste avrebbe avuto un ruolo nocivo per la stessa ricerca scientifica. I ricercatori, spiegava il biologo statunitense, sarebbero stati disposti a qualsiasi cosa, anche modificare i risultati dei propri studi, pur di essere pubblicati e ricevere così una spinta alla propria carriera.
La battaglia di Schekman, caduta successivamente nel dimenticatoio dell’opinione pubblica, viene ora ripresa da Giuseppe Di Bella che sottolinea il conflitto d’interesse tra case farmaceutiche e i principali magazine scientifici. L’analisi del prof. Di Bella punta il dito in particolare contro la “manipolazione” dell’impact delle maggiori riviste scientifiche.
L’intervento in diretta di Giuseppe Di Bella.
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